Guida PepperTools
Fatturazione e contabilità

Fattura di acconto: come funziona – e come evitare la doppia IVA

Le fatture di acconto proteggono il tuo flusso di cassa nei progetti lunghi. Come funzionano, quando l'IVA diventa dovuta e come evitare la costosa doppia imposizione nella fattura di saldo – spiegato in modo chiaro con esempio.

Fattura di acconto: come funziona – e come evitare la doppia IVA

Fattura di acconto: come funziona – e come evitare la doppia IVA

Chi lavora settimane o mesi a un incarico più grande non vuole vedere i propri soldi solo alla fine. È esattamente a questo che serve la fattura di acconto (in tedesco: Abschlagsrechnung): durante il progetto fatturi importi parziali e proteggi così il tuo flusso di cassa. Sembra semplice – e nella pratica lo è. Solo nella fattura di saldo (Schlussrechnung) si nasconde una trappola costosa che a molti ha già procurato una doppia IVA. Questo articolo spiega entrambe: prima la pratica, poi le basi giuridiche.

Abschlagsrechnung schreiben: So funktioniert sie – und so vermeiden Sie die doppelte Mehrwertsteuer

Che cos'è una fattura di acconto

Una fattura di acconto è una fattura intermedia per parti già eseguite di una prestazione non ancora conclusa. Casi tipici: un incarico edile di più mesi, un ampio progetto web, una consulenza di grande portata. Invece di emettere un'unica grande fattura alla fine, chiedi il tuo denaro a tappe.

La distinzione conta:

  • Fattura di acconto (Abschlagsrechnung): la prestazione complessiva non è ancora finita. Richiedi un anticipo su quanto eseguito finora. Tutto viene conguagliato alla fine.
  • Fattura parziale (Teilrechnung): una parte chiaramente delimitata e collaudata della prestazione viene fatturata in via definitiva.
  • Fattura di saldo (Schlussrechnung): alla fine dell'incarico. Fattura la prestazione totale e detrae gli acconti già pagati.

Giuridicamente, come appaltatore nei contratti d'opera hai persino diritto ad acconti per le prestazioni già rese (§ 632a del Codice civile tedesco, BGB) – non devi quindi anticipare i costi finché tutto non è finito.

Un esempio in cifre

Supponiamo che il tuo incarico ammonti a 10.000 € netti più 19% di IVA. Durante il progetto emetti due acconti e, alla fine, la fattura di saldo:

  • Fattura di acconto 1 (pagata): 4.000 € netti + 760 € IVA = 4.760 €
  • Fattura di acconto 2 (pagata): 3.000 € netti + 570 € IVA = 3.570 €

Fattura di saldo:

  • Prestazione totale: 10.000 € netti, 1.900 € IVA, 11.900 € lordi
  • meno acconto 1: 4.000 € netti / 760 € IVA
  • meno acconto 2: 3.000 € netti / 570 € IVA
  • Importo residuo: 3.000 € netti + 570 € IVA = 3.570 €

Alla fine fatturi quindi solo il residuo aperto – l'IVA sugli acconti l'hai già versata al momento del loro pagamento. Perché la detrazione corretta sia così importante, lo leggi più sotto.

Cosa deve riportare la fattura di acconto

Una fattura di acconto è una fattura a tutti gli effetti e necessita di tutte le indicazioni obbligatorie consuete (vedi anche la nostra guida per scrivere una fattura). Due cose sono particolarmente importanti:

  • Indicala chiaramente come «fattura di acconto». Senza questa dicitura, il fisco può trattare il documento come una normale fattura – con IVA immediatamente e integralmente dovuta.
  • Riferimento all'incarico e descrizione della prestazione resa finora.

Quando l'IVA diventa dovuta

Qui la fattura di acconto differisce da una fattura normale. Per gli acconti l'IVA sorge solo con l'incasso del pagamento – non già alla redazione della fattura (§ 13 comma 1 n. 1a frase 4 UStG). Concretamente: solo quando il cliente paga l'acconto devi versare la relativa IVA nella successiva liquidazione. Una fattura di acconto redatta ma non pagata non fa ancora sorgere imposta.

La fattura di saldo – qui si fanno gli errori costosi

Alla fine dell'incarico emetti la fattura di saldo. Indica la prestazione complessiva e detrae gli acconti già incassati. Proprio questa detrazione è il punto delicato.

La regola (§ 14 comma 5 UStG): nella fattura di saldo vanno detratti gli importi parziali incassati in anticipo e la relativa IVA, a condizione che per gli acconti tu abbia emesso fatture con IVA esposta. Non basta quindi detrarre solo gli importi netti – va visibilmente scorporata anche l'IVA già versata sugli acconti.

Il modo più pulito è elencare ogni singola fattura di acconto con data, numero, importo netto e importo dell'imposta e detrarla (vedi l'esempio sopra). Così resta tracciabile per chiunque – anche per una verifica fiscale – che nulla è stato fatturato due volte.

La trappola della doppia IVA (§ 14c UStG)

L'errore classico: nella fattura di saldo l'IVA viene esposta di nuovo sull'importo intero, senza detrarre l'IVA degli acconti. Allora devi al fisco l'IVA due volte – una dagli acconti e una dalla fattura di saldo. La base è il § 14c UStG: chi espone l'IVA troppo alta o due volte deve anche l'importo eccedente finché la fattura non viene corretta. Per il cliente può inoltre vacillare la detrazione dell'IVA a credito.

Si detraggono solo gli acconti effettivamente pagati. Se una fattura di acconto è stata emessa ma non pagata, su di essa non è ancora sorta IVA – l'importo aperto rientra allora automaticamente nel residuo della fattura di saldo.

Caso particolare piccole imprese: chi non espone IVA ai sensi del § 19 UStG non ha questo problema – sulla fattura di acconto e di saldo non compare imposta, bensì la consueta dicitura per le piccole imprese.

Come evitare errori nella pratica

Il conguaglio a mano è soggetto a errori – soprattutto con più acconti. Un software che compensa automaticamente e correttamente acconti e fattura di saldo ti toglie proprio questo calcolo e il rischio di doppia IVA. In Easy Invoice l'intero flusso dalla fattura di acconto a quella di saldo è integrato, detrazione d'imposta pulita compresa. E perché il denaro arrivi davvero, aiuta un sollecito coerente.

Nota: questo articolo non costituisce consulenza fiscale o legale. Per il tuo caso individuale – in particolare per prestazioni edili, reverse charge o regime per cassa/competenza – rivolgiti a un consulente fiscale. Stato: 20 giugno 2026.

Fonti

Gestire le fatture piu facilmente

Easy Invoice unisce preventivi, fatture e gestione clienti nel cloud.

Prova Easy Invoice

Versioni linguistiche