La fattura è partita da tempo, la scadenza di pagamento è superata, e sul conto non si muove nulla. Per lavoratori autonomi e piccole imprese questo è più che una seccatura: una fattura aperta di qualche migliaio di euro può mandare in rosso l'intero mese. La buona notizia: Lei ha strumenti chiari per recuperare il suo denaro. Conta solo la sequenza corretta, e il non lasciarsi sfuggire nessun termine.
Prima verifica: il suo cliente è davvero già "in mora"?
Prima di poter chiedere interessi o spese di sollecito, il cliente deve trovarsi giuridicamente in mora. È infatti solo con la mora che nascono le pretese con cui può fare pressione. La mora si verifica in tre casi tipici:
- Era stata fissata una data di pagamento precisa. Se ha concordato una scadenza determinata secondo il calendario ("pagabile entro il 15 del mese"), il cliente è automaticamente in mora dal giorno successivo, senza alcun sollecito.
- Ha inviato un sollecito. Dopo la scadenza basta un unico sollecito per far scattare la mora.
- Scatta la regola dei 30 giorni. Al più tardi 30 giorni dopo la scadenza e la ricezione della fattura il cliente è in mora (§ 286, comma 3, BGB, il Codice civile tedesco). Attenzione con i clienti privati: nei confronti dei consumatori questo termine automatico di 30 giorni vale solo se in fattura Lei ha espressamente richiamato la circostanza. Con i clienti commerciali questa avvertenza non è necessaria.
La distinzione tra cliente privato e cliente commerciale attraversa l'intero tema: la tenga a mente, decide subito sia sull'entità degli interessi sia sulle somme forfettarie.
Il mito dei "tre solleciti"
Non deve sollecitare tre volte prima di poter avviare ulteriori passi. È un equivoco molto diffuso. Sul piano giuridico basta un sollecito dopo la scadenza, o addirittura nessuno, se la mora è già scattata per via di una data fissa o del termine dei 30 giorni.
Nella pratica si è comunque rivelato utile procedere per gradi, perché dietro un mancato pagamento spesso si nasconde solo una svista: una fattura smarrita, un errore di cifre, le ferie.
- Un breve contatto, meglio se telefonico. Una telefonata cordiale chiarisce in due minuti la causa più frequente, la semplice dimenticanza, non costa nulla e preserva il rapporto commerciale. Un impegno di pagamento lo fissa poi brevemente per e-mail.
- Se questo non basta, segue il sollecito di pagamento scritto con un breve termine supplementare (ad es. 7 giorni).
- Se anche questo resta senza risposta, segue il sollecito formale con un termine chiaro e ultimo e l'avviso che, in caso contrario, avvierà ulteriori passi. Da qui in poi può indicare interessi di mora e spese di sollecito.
Formuli in modo obiettivo e senza toni minacciosi. Indichi il numero di fattura, l'importo aperto e una data concreta, non un "immediatamente".
Cosa può chiedere in più: interessi, forfait, spese di sollecito
Una volta scattata la mora, Le spetta più del solo importo della fattura:
- Interessi di mora. L'entità si basa sul tasso di riferimento (Basiszinssatz) della Deutsche Bundesbank (dal 1° luglio 2026: 1,52 %). Con i clienti privati l'interesse di mora è di 5 punti percentuali superiore, attualmente quindi 6,52 %. Con i clienti commerciali sono 9 punti percentuali, attualmente 10,52 % (§ 288 BGB). Il tasso di riferimento cambia al 1° gennaio e al 1° luglio; il valore aggiornato è indicato dalla Bundesbank.
- Forfait di 40 euro con i clienti commerciali. Se un cliente commerciale paga in ritardo un credito da corrispettivo, può chiedere in aggiunta un forfait di 40 euro (§ 288, comma 5, BGB). Dai clienti privati non può pretendere questo forfait.
- Spese di sollecito. Può mettere in conto le sue spese effettive (affrancatura, costi materiali). Gli importi consueti sono pochi euro per sollecito; "spese di sollecito" eccessive di 15 o 20 euro sono invece contestabili.
Il cliente non paga comunque: tre vie per il suo denaro
Se anche il sollecito cade nel vuoto, ha tre possibilità. Quale sia quella giusta dipende soprattutto da una domanda: il credito è pacifico, oppure il cliente si oppone nel merito?
1. Il procedimento monitorio giudiziale: fatto da sé, economico
Per crediti chiari e non contestati il procedimento monitorio giudiziale è la via più rapida ed economica per ottenere un titolo esecutivo. Non Le serve alcun avvocato e presenta la domanda online tramite il portale ufficiale della giustizia tedesca: online-mahnantrag.de.
Ecco come funziona:
- Lei compila online la domanda di ingiunzione (Mahnantrag) e la presenta al tribunale competente. Le spese di giustizia partono da 38 euro (mezza tariffa in base al valore della causa); il tribunale le aggiunge al credito a carico del debitore, e se paga Le vengono restituite.
- Il tribunale notifica al debitore un decreto ingiuntivo (Mahnbescheid). Dalla notifica ha 14 giorni di tempo per proporre opposizione.
- Se non arriva opposizione e nemmeno il pagamento, richiede il decreto di esecuzione (Vollstreckungsbescheid, senza ulteriori spese giudiziarie). Con questo ottiene un titolo con cui può procedere all'esecuzione per 30 anni, ad esempio tramite l'ufficiale giudiziario.
Il rovescio della medaglia: se il cliente propone opposizione, la vicenda passa a un normale procedimento giudiziario. Per i crediti contestati il decreto ingiuntivo è perciò spesso solo una tappa intermedia.
2. Un servizio di recupero crediti incassa per Lei
Se non vuole occuparsene di persona, un servizio di recupero crediti si assume la gestione del credito, dal sollecito all'esecuzione. Conviene soprattutto se Le mancano tempo o pazienza, oppure se il debitore fa ostinatamente il morto.
Sui costi: in presenza di crediti fondati e mora scattata, di regola è il debitore a sostenere le spese di recupero. Le spese rimborsabili sono limitate da un tetto dopo la riforma del diritto sul recupero crediti (di norma un onorario di gestione pari a 1,3 volte più al massimo 20 euro di esborsi). Nel caso ideale il recupero crediti è quindi per Lei a costo zero. Se però il debitore resta insolvente, a seconda del modello contrattuale una parte dei costi può ricadere su di Lei; conviene perciò leggere le clausole in piccolo.
Come riconoscere un operatore serio:
- È iscritto nell'apposito registro dei servizi giuridici (Rechtsdienstleistungsregister, obbligatorio per ogni società di recupero crediti).
- È membro dell'associazione federale tedesca delle società di recupero crediti (BDIU); su inkasso.de trova gli iscritti e una ricerca operatori.
- Espone i costi in modo trasparente e non La spinge verso servizi aggiuntivi superflui.
Ci sono operatori per ogni esigenza: fornitori classici e a tutto campo come Creditreform (con verifica di affidabilità creditizia annessa), operatori puramente digitali e basati sul successo come PAIR Finance, oltre a fintech più giovani come Debtist, specializzati in e-commerce, software e lavoratori autonomi. Confronti il modello di tariffazione e se vengono accettati anche i singoli crediti: non ogni servizio prende in carico l'unica fattura aperta di un lavoratore autonomo.
Una variante è la cessione del credito: alcuni operatori Le acquistano la fattura aperta (factoring). Riceve denaro subito e cede il rischio di insolvenza, ma incassa solo una parte della somma, e conviene più per crediti ricorrenti che per una singola fattura, magari contestata.
3. Avvocato e causa
Non appena il cliente contesta il credito nel merito, ad esempio lamentando presunti vizi, il decreto ingiuntivo è di solito solo un giro a vuoto, perché l'opposizione è scontata. Allora la via più diretta passa da una diffida di pagamento a firma di avvocato e, se necessario, da una causa. All'inizio costa di più, ma chiarisce in modo vincolante la questione controversa. Anche le spese legali, con un credito fondato, alla fine le sostiene il debitore.
In sintesi, per orientarsi: credito pacifico, se lo gestisce da solo → decreto ingiuntivo. Pacifico ma senza tempo o voglia → recupero crediti. Il cliente si oppone nel merito o è in gioco molto denaro → avvocato.
Caso particolare: "il cliente lamenta dei vizi"
Se il cliente rifiuta il pagamento richiamando presunti vizi, il credito è contestato, e la sua posizione probatoria diventa decisiva. Documenti prestazione e collaudo, conservi e-mail e foto. Qui un decreto ingiuntivo serve a poco, perché il cliente si limita a opporsi. È più sensato esaminare in modo obiettivo l'eccezione sui vizi (se è fondata segue l'adempimento correttivo; se è pretestuosa si va verso l'avvocato). In questa controversia, del resto, una fattura non andrebbe semplicemente "stornata": una nota di storno non cambia nulla nell'obbligo di pagamento, ma solo nella sua contabilità. Quando una correzione è davvero necessaria lo legge nell'articolo Correggere una fattura: storno e rettifica.
Caso particolare per gli artigiani: riprendersi il materiale?
Proprio nell'artigianato si pone la domanda se si possa smontare il materiale già installato o riprendere la merce consegnata quando non si viene pagati. Dipende dalla riserva di proprietà (Eigentumsvorbehalt): solo se l'ha pattuita in modo valido la merce resta di sua proprietà fino al pagamento integrale. Qui però non agisca di testa sua: smontare arbitrariamente materiale saldamente installato può trasformarsi rapidamente in danneggiamento o violazione di domicilio. Nel dubbio, faccia esaminare da un legale una riserva di proprietà esistente prima di intervenire.
Quando dal cliente non c'è più nulla da recuperare
A volte il pagamento non manca per volontà, ma per conto vuoto. Allora non servono più né decreto ingiuntivo né recupero crediti, e resta solo da contenere il danno.
Se il cliente è insolvente, non può più recuperare il credito direttamente. Una volta aperta la procedura di insolvenza, insinua invece la somma aperta presso il curatore allo stato passivo, non presso il tribunale. Il termine per l'insinuazione è indicato nel provvedimento di apertura (di solito tra due settimane e tre mesi); allega fattura e ordine come prova. Se su un'impresa è in corso una procedura lo vede gratuitamente su insolvenzbekanntmachungen.de. Bisogna essere onesti: spesso alla fine arriva solo una piccola quota, ma senza insinuazione resta di certo a mani vuote.
Se è definitivamente accertato che non riavrà il suo denaro, registri il credito come perdita. Un dettaglio che molti trascurano: se ha già versato al fisco l'IVA della fattura (regime di imposta per competenza), la recuperi. Non appena il credito è "inesigibile" (basta che non riesca a farlo valere in un tempo prevedibile, ad esempio in caso di insolvenza o di esecuzione senza esito), corregge l'IVA nella sua successiva dichiarazione IVA periodica (§ 17 UStG, la legge tedesca sull'IVA). Così recupera almeno l'imposta che ha anticipato per una fattura mai pagata. Se il cliente, contro ogni aspettativa, paga comunque, la versa di nuovo di conseguenza. Chi rientra nel regime dei piccoli imprenditori non è interessato, perché non espone l'IVA; il momento preciso, nel dubbio, lo chiarisce il suo commercialista, poiché la correzione si può recuperare solo entro certi limiti.
Non dorma sulla prescrizione
Il suo credito si prescrive di regola dopo tre anni, calcolati dalla fine dell'anno in cui la fattura è sorta. Una fattura del 2026 si prescrive quindi allo scadere del 31 dicembre 2029. Un decreto ingiuntivo richiesto per tempo sospende la prescrizione. Chi lascia giacere troppo a lungo le partite aperte rischia di restare alla fine a mani vuote: tenga d'occhio il calendario.
Meglio ancora se non ci si arriva proprio
La maggior parte dei mancati pagamenti si può disinnescare prima che si verifichi: scadenze di pagamento chiare in fattura, per gli ordini più grandi una fattura di acconto per non esporsi al rischio con l'intera somma, e uno sguardo alle partite aperte che non arrivi solo dopo settimane. Con clienti nuovi e ordini importanti conviene un breve controllo dell'affidabilità creditizia in anticipo: una cattiva storia dei pagamenti spesso emerge prima ancora che il primo ordine parta. Un programma di fatturazione come office1.cloud Le mostra nel riepilogo le fatture in scadenza e invia automaticamente cicli di sollecito a più livelli (sollecito di pagamento, solleciti formali con spese di sollecito), così nessun mancato pagamento resta inosservato, e il primo livello è già partito prima ancora che Lei debba pensare a un decreto ingiuntivo.
_Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce una consulenza legale. In caso di crediti contestati o di importo rilevante è opportuno rivolgersi a un avvocato._
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