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Fatturazione e contabilità

Gestire le fatture dei fornitori: software, archiviazione e termini di conservazione

Come tenere sotto controllo le fatture dei fornitori: la via rapida con un software, quella manuale con una struttura di cartelle concreta, l'attribuzione del materiale al cantiere – e cosa cambia realmente con la fattura elettronica (meno di quanto pensiate).

Gestire le fatture dei fornitori: software, archiviazione e termini di conservazione

Gestire le fatture dei fornitori significa in sostanza: registrare subito ogni documento in forma digitale – così come è arrivato –, attribuirlo a una categoria di spesa e conservarlo per otto anni. I documenti cartacei si possono fotografare e poi buttare. Il minimo sforzo si ottiene con un programma che legge il documento e abbina da solo il pagamento; farlo a mano è possibile, ma richiede una struttura di cartelle ordinata. E se vi preoccupa l'obbligo tedesco di fatturazione elettronica: se i vostri fornitori continuano a inviarvi normali fatture PDF, è consentito e per voi non cambia nulla.

Indice

  1. La via più rapida: fotografare, confermare, fatto
  2. La via manuale: dal documento all'archivio
  3. Come impostare il vostro archivio – concretamente
  4. Materiale per il cantiere: quale documento appartiene a quale commessa?
  5. Sconto cassa: dove stanno i soldi nelle fatture dei fornitori
  6. Devo preoccuparmi della fattura elettronica? Nella maggior parte dei casi no
  7. Per quanto tempo devo conservare cosa? 8 anni, 10 anni, 6 anni
  8. Se arriva davvero una fattura elettronica: come riconoscerla
  9. Cosa vuole vedere il fisco durante una verifica
  10. IVA detraibile: il vero motivo per cui vale la pena
  11. Errori tipici e come evitarli

La via più rapida: fotografare, confermare, fatto

Una fattura passiva è ogni fattura che ricevete: il materiale dal grossista, il gasolio, gli utensili, il contratto telefonico, l'affitto dell'ufficio. Tutto ciò che pagate per l'attività. (Il contrario è la fattura attiva – quella che emettete voi ai vostri clienti.)

Chi lo fa a mano con cartelle e nomi di file ci passa una serata al mese. Con un software per le fatture passive la stessa operazione si presenta così – prendendo come esempio Easy Invoice in office1.cloud:

1. Registrare il documento. Fotografate lo scontrino del carburante con il telefono oppure caricate la fattura PDF. Importo, data, aliquota IVA e fornitore vengono letti e proposti. Confermate con un clic ciò che è corretto – non si trascrive nulla.

2. Attribuire. Il fornitore viene riconosciuto, se già registrato. In base alle vostre registrazioni precedenti viene proposta una categoria di spesa adeguata, con il conto corrispondente secondo i piani dei conti tedeschi SKR03 o SKR04. Se la fattura era già stata inserita, ricevete un avviso prima di registrarla due volte.

3. Il documento resta legato all'operazione. Il file originale – la foto, il PDF o il file XML di una fattura elettronica – è allegato direttamente alla fattura passiva e viene archiviato. Una volta definitiva la registrazione, non è più modificabile. Struttura di cartelle, denominazione dei file e backup diventano superflui.

4. I pagamenti si abbinano da soli. Importate l'estratto conto come CAMT.053, MT940, CSV, Excel o ODS – i pagamenti vengono abbinati alle fatture aperte e lo stato passa da aperto a parzialmente pagato o pagato. Un pagamento può essere suddiviso: materiale e utensili dello stesso scontrino del centro edile vanno su due conti diversi e l'IVA viene scorporata per ciascuna quota.

5. A fine anno un'esportazione. Registrazioni contabili DATEV in formato CSV oppure un pacchetto completo per il commercialista con registrazioni, clienti, fornitori, descrizioni dei conti, bilancio di verifica e liquidazione IVA. L'elenco delle spese è disponibile anche come file Excel.

Se volete provarlo: registratevi gratuitamente qui.

Tutto il resto di questo articolo vale indipendentemente dal fatto che usiate un programma: i termini, le regole del fisco, la detrazione dell'IVA – e come organizzarsi bene senza software.

La via manuale: dal documento all'archivio

Il vero problema raramente è quello giuridico. È la pila. I documenti arrivano per tre o quattro strade – per posta, per e-mail, come scontrino in tasca – e ciò che non viene archiviato subito sparisce. Questa procedura lo evita, senza alcun software aggiuntivo:

Un unico ingresso per tutto. Stabilite un indirizzo e-mail a cui far arrivare tutte le fatture e comunicatelo ai vostri fornitori. Se le fatture arrivano a volte all'indirizzo privato, a volte a info@, a volte per posta, qualcosa andrà inevitabilmente perso.

Digitalizzare subito la carta. Fotografate lo scontrino del carburante con il telefono mentre siete ancora al distributore. La carta termica sbiadisce – dopo due anni nel cruscotto lo scontrino è spesso bianco, e a quel punto non vi aiuterà nemmeno il più bell'archivio.

Lo scontrino cartaceo si può poi buttare. È consentito e si chiama scansione sostitutiva: se la foto mostra il documento in modo completo e leggibile, la carta non deve essere conservata. Due eccezioni: i documenti che devono valere in originale – ad esempio i bilanci firmati o i documenti doganali. Per lo scontrino del carburante e la fattura del materiale non vale, quelli possono andare via. Descrivete però una volta per iscritto il vostro modo di procedere (vedi documentazione delle procedure).

Registrare subito, non accumulare. Il documento entra nell'archivio quando arriva, non a fine trimestre. È meno una prescrizione che un'autotutela: dopo tre mesi nessuno ricorda più a cosa servissero i 340 euro spesi al centro edile. Per le operazioni in contanti, entrate e uscite vanno comunque annotate quotidianamente.

Controllare prima di pagare. Quantità, prezzo e condizioni corrispondono al vostro ordine? La fattura è davvero indirizzata a voi? Questo è il momento per trovare gli errori – non tre mesi dopo, quando il denaro è già uscito.

Annotare categoria e stato di pagamento. A cosa serviva la spesa (materiale, veicolo, ufficio, affitto) ed è stata pagata? Da qui nasce a fine anno il vostro calcolo del reddito, senza dover rimettere mano a tutto.

Conservare il file così come è arrivato. Per tutto ciò che arriva in forma digitale: salvate il file originale, non una stampa. Con le fatture PDF è ovvio; con le vere fatture elettroniche diventerà un obbligo.

Attenzione ai doppioni. Solleciti, copie e "copia per conoscenza" fanno regolarmente finire la stessa fattura due volte in archivio – e nel peggiore dei casi la fanno pagare due volte.

Come impostare il vostro archivio – concretamente

"Archiviare i documenti in modo ordinato" si dice presto. Ecco una struttura che si è dimostrata valida nelle piccole imprese e che create in cinque minuti:

Documenti/
  2026/
    Fatture-fornitori/
      2026-03-14_Wuerth_Materiale_248-90.pdf
      2026-03-16_Aral_Gasolio_82-40.jpg
    Fatture-clienti/
    Estratti-conto/
  2025/
    ...

Suddividere per anno, non per fornitore. All'inizio sembra poco pratico, ma è corretto: i termini di conservazione scadono per anno e il vostro commercialista ha sempre bisogno di un esercizio intero. Chi ordina per fornitore deve scorrere ogni cartella singolarmente quando fa pulizia.

Nominare i file secondo lo schema data \_ fornitore \_ scopo \_ importo. Mettete la data all'inizio nel formato anno-mese-giorno: così il computer ordina da solo in ordine cronologico. L'importo nel nome del file sembra eccessivo, ma fa risparmiare moltissimo tempo quando cercate un pagamento preciso. Meglio evitare caratteri speciali e i punti nell'importo – crea meno problemi con i backup e nel passaggio tra dispositivi.

Una seconda copia in un altro luogo. Un disco esterno o uno spazio cloud bastano. Un disco che si guasta si porta via altrimenti otto anni di documenti, e il fisco non accetta "si è rotto il computer" come motivazione.

Se usate un programma di contabilità con archivio documentale, questo lavoro ve lo toglie di mano: il documento resta allegato direttamente alla relativa fattura passiva, viene archiviato con essa e non è più modificabile una volta resa definitiva la registrazione – non dovete creare cartelle, né nominare file, né pensare a un secondo backup. La struttura qui sopra è la via per chi vuole cavarsela con i propri mezzi. In entrambi i casi conta una cosa sola: i documenti non vanno lasciati nella casella e-mail. Più avanti torniamo sul punto.

Materiale per il cantiere: quale documento appartiene a quale commessa?

Per gli artigiani questa è spesso la vera domanda dietro "gestire le fatture dei fornitori". Dal punto di vista fiscale è indifferente se il materiale è finito nel cantiere A o B – per il vostro calcolo dei costi è il punto decisivo. Solo chi sa quanto materiale ha assorbito una commessa sa poi se è stata redditizia.

La via più semplice, che funziona senza software aggiuntivo: scrivete il nome della commessa o del cantiere direttamente sul documento prima di fotografarlo. Basta una sigla – "Rossi-bagno" o il numero di commessa. Sulla foto resta impressa in modo permanente e potrete cercarla in seguito.

In alternativa inserite la sigla nel nome del file:

2026-03-14_Wuerth_Rossi-bagno_248-90.pdf

Chi lavora molto con varianti tiene inoltre un semplice elenco per cantiere: data, fornitore, importo. Sembra antiquato, ma basta pienamente per la domanda "ho sbagliato i conti in questo preventivo?" – ed è la base per calcolare in modo più realistico la prossima commessa simile.

Per onestà: un'attribuzione vera e propria degli acquisti alle singole commesse con analisi automatica è ciò che offrono i software specializzati per l'edilizia. Per la maggior parte delle piccole imprese la via dell'annotazione sul documento e dell'elenco è del tutto sufficiente.

Sconto cassa: dove stanno i soldi nelle fatture dei fornitori

Su molte fatture dei fornitori compare una dicitura come "pagamento a 30 giorni netti, sconto del 3 % per pagamento entro 10 giorni". Lo sconto cassa è una riduzione di prezzo concessa perché pagate rapidamente.

L'effetto viene regolarmente sottovalutato. Su una fattura di materiale da 5.000 euro, il 3 % fa esattamente 150 euro – solo perché bonificate venti giorni prima. Rapportato all'anno, corrisponde a un rendimento che nessun conto di risparmio offre. Chi acquista materiale per 10.000 euro al mese e sfrutta sistematicamente lo sconto chiude l'anno con un importo in più a tre o quattro cifre.

Per ogni fattura passiva la domanda non è quindi solo "è stata pagata?", ma anche "entro quando può essere pagata in modo conveniente?". Al momento della registrazione annotate due date: quella dello sconto e la scadenza ordinaria. Chi non le vede paga o troppo tardi, rinunciando allo sconto – oppure paga tutto subito per sicurezza, perdendo liquidità che serve in cantiere.

Importante sul piano fiscale: se sfruttate lo sconto, si riduce non solo l'importo della fattura ma anche l'IVA e quindi la vostra detrazione. Detraete perciò l'IVA dall'importo effettivamente pagato e ridotto – non da quello originario della fattura.

Devo preoccuparmi della fattura elettronica? Nella maggior parte dei casi no

Attorno all'obbligo tedesco di fatturazione elettronica si è creata dal 2025 molta incertezza. Ecco quindi l'inquadramento che manca in molti articoli: nella pratica la maggior parte delle piccole imprese riceve ancora oggi quasi esclusivamente fatture PDF. Non è una mancanza dei vostri fornitori, è semplicemente consentito.

Il motivo sta nelle disposizioni transitorie della legge tedesca sull'IVA. Importante nel leggere la tabella: si tratta del fatturato del vostro fornitore, non del vostro. La tabella dice dunque cosa può arrivarvi:

PeriodoCosa può inviarvi il vostro fornitore
fino al 31.12.2026qualsiasi fornitore può inviare carta o PDF (cosiddetta "altra fattura")
fino al 31.12.2027i fornitori con fatturato fino a 800.000 euro nell'anno precedente possono continuare con carta o PDF
dal 01.01.2028tra imprese in Germania in linea di principio solo fatture elettroniche

Il vostro fatturato non conta in questo contesto – determina soltanto da quando voi stessi dovrete emettere fatture elettroniche. Non è l'oggetto di questo articolo; lo abbiamo trattato in Obbligo di fatturazione elettronica 2027 e 2028.

Formalmente una fattura PDF presuppone che voi, in quanto destinatari, acconsentiate a quel formato. Il consenso non è vincolato ad alcuna forma – se accettate e pagate le fatture PDF come sempre, ciò vale come assenso. Non dovete quindi firmare nulla né comunicare nulla a nessuno.

Due cose valgono però già oggi, senza periodo transitorio:

Dovete essere in grado di ricevere fatture elettroniche. Vale dal 1° gennaio 2025 per tutte le imprese, anche per i piccoli imprenditori in regime semplificato tedesco. La buona notizia: secondo le FAQ del Ministero federale tedesco delle Finanze basta già una casella e-mail. Non servono portali né software specifici e non dovete registrarvi da nessuna parte. Se avete un indirizzo e-mail aziendale, questo obbligo lo state già rispettando.

E se una fattura elettronica arriva davvero, conservate il file originale. È l'unico punto in cui per voi cambia realmente qualcosa – ne parliamo subito.

Per quanto tempo devo conservare cosa? 8 anni, 10 anni, 6 anni

Qui è cambiato qualcosa che non è ancora arrivato a tutti. Fino al 2024 per i documenti contabili valeva il noto termine di dieci anni. Con la quarta legge tedesca di alleggerimento burocratico è stato ridotto a otto anni (§ 147 comma 3 primo periodo del codice tributario tedesco). Il termine più breve vale per tutti i documenti la cui conservazione non era ancora scaduta all'inizio del 2025.

Non tutto va però conservato per lo stesso tempo:

CosaPer quantoEsempi
Documenti contabili8 annifatture passive, fatture attive, ricevute, estratti conto, scontrini
Libri, registrazioni, inventari, bilanci10 annicalcolo del reddito, bilancio, contabilità, elenchi di inventario
Altri documenti commerciali6 annilettere commerciali ricevute e inviate, corrispondenza e-mail, preventivi non sfociati in registrazioni

Quando inizia il termine: non alla data della fattura, ma alla fine dell'anno solare in cui il documento è sorto (§ 147 comma 4). Una fattura del 3 febbraio 2025 inizia quindi a contare solo dal 31 dicembre 2025 – gli otto anni corrono così fino a fine 2033 e solo all'inizio del 2034 il documento potrà essere eliminato.

Una riserva importante: il termine non scade finché i documenti rilevano per imposte il cui termine di accertamento non è ancora decorso (§ 147 comma 3). Se il vostro avviso di accertamento per un anno è ancora aperto, se è in corso una verifica o pende un ricorso, dovete conservare i documenti nonostante gli otto anni trascorsi. Nel dubbio vale: meglio un anno in più che uno in meno. Lo spazio di archiviazione oggi non costa quasi nulla, un documento mancante sì.

Questo testo non sostituisce una consulenza legale o fiscale. Prima di grandi operazioni di pulizia dell'archivio, parlatene brevemente con il vostro commercialista prima di eliminare qualcosa.

Se arriva davvero una fattura elettronica: come riconoscerla

Più si avvicinano il 2027 e il 2028, più accadrà – i grandi fornitori e i committenti pubblici si adeguano per primi. Un PDF non è espressamente una fattura elettronica ai sensi di legge, anche se arriva in forma digitale per e-mail. Si intende soltanto un file che un software può leggere direttamente. Incontrerete due varianti:

  • XRechnung: un file XML puro, di solito con estensione .xml. Facendo doppio clic vedete caratteri incomprensibili o una struttura dall'aspetto molto tecnico. Se in allegato c'è qualcosa del genere, è una vera fattura elettronica.
  • ZUGFeRD (detto anche Factur-X): sembra un normale PDF, ma contiene invisibilmente un file XML incorporato. Spesso c'è un'indicazione nel testo della fattura o nel nome del file; il vostro programma di contabilità lo riconosce con certezza.

La differenza tra i due formati l'abbiamo spiegata in dettaglio in XRechnung o ZUGFeRD? La differenza spiegata semplicemente.

Per voi cambia allora esattamente una cosa: conservate il file arrivato – non una sua stampa. Secondo la circolare del Ministero federale tedesco delle Finanze del 15 ottobre 2025, ai fini IVA va conservata immutata almeno la parte strutturata, cioè il file XML. Un PDF ricavato da essa è solo una visualizzazione, un po' come la foto di uno scontrino non è lo scontrino. L'errore tipico: non riuscendo a leggere l'XML lo si stampa con un visualizzatore – e il file originale finisce nel cestino. Occupa pochi kilobyte: nel dubbio, conservatelo semplicemente.

Non dovete essere in grado di leggere il file. Esistono visualizzatori che ne ricavano di nuovo una fattura leggibile; noi mettiamo a disposizione un visualizzatore gratuito di fatture elettroniche.

Un dettaglio per i PDF ZUGFeRD: archiviate il file così come è arrivato. Alcuni programmi riscrivono i PDF durante il salvataggio o l'unione, facendo perdere l'XML incorporato – senza che si veda dall'esterno. Chi archivia semplicemente il file senza modificarlo non ha questo problema.

Cosa vuole vedere il fisco durante una verifica

Dietro la conservazione stanno le GoBD tedesche – per esteso: i "Principi per la corretta tenuta e conservazione di libri, registrazioni e documenti in forma elettronica e per l'accesso ai dati". Un nome pesante per quattro requisiti traducibili in linguaggio quotidiano:

1. Completezza. Tutti i documenti ci sono, non solo quelli che si sono ricordati.

2. Immodificabilità. Un documento una volta registrato non può più essere modificato senza che si noti. Una tabella Excel in cui i numeri si possono semplicemente sovrascrivere non soddisfa questo requisito – non si vede più cosa contenesse originariamente.

3. Tracciabilità. Un terzo deve poter seguire il percorso dal documento alla registrazione e viceversa. In pratica: per ogni registrazione si trova il documento corrispondente, e viceversa.

4. Elaborabilità automatica. Il verificatore vuole cercare e filtrare i dati, non trascriverli. È anche il motivo per cui il file XML di una fattura elettronica ricevuta va conservato: è leggibile dalla macchina. Per il vostro scontrino del carburante fotografato non vale – la foto di un documento cartaceo resta ovviamente ammessa.

Si aggiunge un punto che molte piccole imprese non hanno presente: la documentazione delle procedure. È una descrizione semplice di come i documenti circolano nella vostra azienda – dove arrivano, chi li registra, dove vengono conservati, per quanto tempo. Per una ditta individuale sono spesso due pagine. Proprio qui va indicato anche che fotografate i documenti cartacei e poi li buttate (la scansione sostitutiva della procedura descritta sopra). Non deve essere bella, deve esistere e corrispondere alla realtà.

IVA detraibile: il vero motivo per cui vale la pena

Se siete soggetti a IVA, la fattura passiva è denaro contante. L'IVA che il vostro fornitore vi addebita potete recuperarla dal fisco come imposta detraibile. Su 1.000 euro netti di materiale sono 190 euro che compensate con la liquidazione IVA.

Il presupposto è una fattura regolare. Se manca un'indicazione obbligatoria – il vostro indirizzo completo, il codice fiscale del fornitore o l'aliquota indicata –, la detrazione può essere negata. Per importi fino a 250 euro lordi valgono requisiti semplificati: è la cosiddetta fattura di importo ridotto.

Due casi che nella pratica generano regolarmente confusione:

Piccoli imprenditori in regime semplificato. Se applicate il regime tedesco dei piccoli imprenditori secondo il § 19 della legge IVA, non potete detrarre l'imposta. L'IVA sulle vostre fatture passive è semplicemente parte dei costi – registrate l'importo lordo come spesa. I documenti dovete comunque conservarli, integralmente.

Fatture senza IVA da artigiani edili. Se come impresa edile ricevete una fattura con l'indicazione "inversione contabile", non è l'emittente a dover versare l'IVA, ma voi. È il § 13b della legge tedesca sull'IVA. Dichiarate l'imposta e la detraete nello stesso passaggio come imposta a credito – nel complesso di solito un'operazione a somma zero, ma va registrata correttamente. Dettagli in Inversione contabile per l'edilizia.

Errori tipici e come evitarli

Lasciare i documenti solo nella casella e-mail. Nella pratica è di gran lunga l'errore più frequente – e non ha nulla a che vedere con la fattura elettronica. Una casella non è un archivio. Si cambia, si svuota, si riempie, oppure il fornitore chiude il servizio. I documenti vanno in un archivio che avrete ancora tra otto anni.

Buttare un file XML ricevuto e tenere solo la stampa. Vi riguarda solo se ricevete effettivamente fatture elettroniche – ma allora è importante.

Far passare i PDF ZUGFeRD attraverso altri programmi. Chi apre un PDF ZUGFeRD in un programma di fotoritocco o di unione e lo salva di nuovo perde spesso l'XML incorporato – senza alcun avviso.

Digitare tutto in una tabella Excel. Excel non soddisfa il requisito di immodificabilità. Come prospetto va benissimo, come unico archivio dei documenti no.

Mescolare privato e aziendale. La spesa settimanale con la stampante nuova sullo stesso scontrino è spiegabile, ma scomoda. Carte separate per privato e azienda risparmiano molte ricerche.

Archiviare le ricevute di ristorazione senza indicazioni. Per le spese di rappresentanza, motivo e partecipanti vanno annotati sul documento. Chi vuole ricostruirlo a posteriori di solito non ci riesce.

Comprare per timore della fattura elettronica un software di cui non si ha bisogno. Per l'obbligo di ricezione basta una casella e-mail – così dicono le FAQ del Ministero federale tedesco delle Finanze. Un programma ha senso se vi fa risparmiare lavoro, non perché un obbligo vi costringe. Cosa devono osservare i piccoli imprenditori è spiegato in Fattura elettronica per i piccoli imprenditori.

Se in questo momento volete cambiare una sola cosa: da oggi archiviate ogni fattura così come è arrivata – il file stesso, non una stampa, e fuori dalla casella e-mail. Con le fatture PDF non costa alcuno sforzo aggiuntivo e copre già il giorno in cui il primo fornitore passerà alla fattura elettronica. Quando accadrà non lo decidete voi: dal 2028 sarà la norma per la maggior parte, e prima di allora può succedere in qualsiasi momento caso per caso.

Se preferite risparmiarvi il lavoro manuale – archiviazione, nomi dei file, abbinamento dei pagamenti –, potete provare Easy Invoice gratuitamente.

Per quanto tempo conservare le fatture ricevute e che cosa richiedono inoltre le GoBD al vostro modo di lavorare è spiegato in fattura conforme alle GoBD.

Come i documenti raccolti diventano a fine anno una pila con cui il commercialista può lavorare subito è spiegato in contabilità preparatoria.

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