Se lavorate in Germania per un cliente privato, è la vostra fattura a decidere se lui recupera denaro dal fisco. Può detrarre il 20 per cento della manodopera direttamente dall'imposta, fino a 1.200 euro l'anno (§ 35a comma 3 della legge tedesca sull'imposta sul reddito). A due condizioni: la manodopera è indicata separatamente dal materiale in fattura e il cliente ha pagato con bonifico anziché in contanti. Se sulla vostra fattura compare solo un totale, non ottiene nulla – e vi telefona. Alla manodopera appartengono anche la trasferta addebitata e i costi macchina, non soltanto le ore.
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce una consulenza fiscale.
Indice
- Cosa ottiene il cliente – e cosa perde
- Come indicare la manodopera in fattura
- Cosa rientra nella manodopera e cosa no
- Modello: fattura dell'artigiano a un cliente privato
- Perché il contante costa la detrazione
- I dati obbligatori – e la frase che quasi tutti dimenticano
- Entro quando va emessa la fattura?
- Quando non funziona: le nuove costruzioni
- Fattura già inviata e la manodopera manca?
Cosa ottiene il cliente – e cosa perde
La norma si chiama detrazione d'imposta per prestazioni artigianali. Ciò che conta è la differenza rispetto a tutto quello che di solito si chiama „scaricare": l'importo non si toglie dal reddito, ma direttamente dall'imposta che il cliente deve pagare. 600 euro di detrazione sono quindi 600 euro di imposta in meno, non 600 euro di reddito imponibile in meno.
Il calcolo: 20 per cento della manodopera compresa l'IVA relativa, con un tetto di 1.200 euro all'anno per nucleo familiare. Il tetto si raggiunge attorno a 6.000 euro di manodopera: per lavori grandi, distribuirli a cavallo del fine anno rende quindi di più al cliente. È peraltro un argomento che funziona in trattativa quando il cliente esita.
Un esempio da una fattura di piastrelle: 1.234 euro netti fra lavoro e trasferta, più IVA, fanno 1.468,46 euro. Il 20 per cento sono 293,69 euro di imposta in meno per il cliente. Se sulla vostra fattura c'è solo „piastrellatura bagno, 2.967,86 euro", sono zero. Il fisco non stima e non ricalcola nulla: gli serve il numero nero su bianco.
Ciò che ne deriva per voi è poco spettacolare, ma decide le telefonate: una riga in più in fattura, e la chiamata di febbraio non arriva.
Come indicare la manodopera in fattura
Ci sono due strade, entrambe ammesse.
Strada 1 – righe separate. Indicate materiale e lavoro come voci distinte. È la variante più pulita, perché il cliente vede subito che cosa è stato addebitato e per che cosa.
Strada 2 – una riga finale sotto la fattura. Fatturate come sempre e aggiungete una frase sotto l'importo lordo:
Costi di manodopera compresi nella fattura (lavoro, macchine e trasferte), IVA inclusa: 1.468,46 €
Questa frase potete riprenderla alla lettera. Dice entrambe le cose: l'importo e il fatto che l'IVA è già compresa – esattamente ciò di cui ha bisogno l'ufficio delle imposte del cliente.
Se lavorate a forfait e non avete calcolato con precisione la quota di manodopera, potete stimarla e ripartirla in percentuale. La ripartizione deve essere plausibile; un numero inventato non lo è. In pratica: chi ha impiegato 30 ore non può dichiarare il 90 per cento della fattura come manodopera solo perché conviene al cliente.
Cosa rientra nella manodopera e cosa no
È qui che molti artigiani regalano qualcosa: di solito la trasferta, che finisce fra i materiali o non viene indicata affatto.
| Rientra nella manodopera | Non vi rientra |
|---|---|
| Costi di lavoro e ore | Materiale (piastrelle, vernice, tubi, ricambi) |
| Andata e ritorno dal cantiere, rimborso chilometrico | |
| Costi di macchine e attrezzature che addebitate | |
| L'IVA su tutti questi importi |
La regola pratica: tutto ciò che costa il vostro tempo, il vostro viaggio e la vostra macchina il cliente può portarlo in detrazione. Tutto ciò che avete comprato all'ingrosso e riaddebitato, no. Il confine non passa quindi fra „fattura" e „scontrino", ma fra prestazione e merce.
In una semplice fornitura di materiale senza posa la suddivisione non porta nulla al cliente, perché non c'è quota di lavoro. Al contrario: se addebitate solo ore, conta l'intera fattura – basta allora una frase che attesti che la fattura contiene esclusivamente manodopera.
Per voci che non sono né l'uno né l'altro – smaltimento, ponteggio o materiale di consumo, per esempio – conviene una domanda veloce al vostro consulente fiscale prima di conteggiarle come lavoro. Gli uffici valutano queste spese accessorie in modo diverso a seconda che appartengano al lavoro o alla merce.
Modello: fattura dell'artigiano a un cliente privato
Il modello contiene tutto il necessario. Le cifre sono inventate, la struttura è riutilizzabile:
Piastrellista Sander · Titolare Michael Sander · Ringstrasse 12, 34567 Musterstadt
Codice fiscale: 123/456/78901Signora Anja Weber
Lindenweg 8, 34567 MusterstadtFattura n. 2026-0184
Data fattura: 14/08/2026
Periodo della prestazione: 03/08–07/08/2026
Vostra conferma d'ordine: n. 2026-0151 del 22/07/2026| Pos. | Descrizione | Qtà | Prezzo unitario | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Piastrelle da parete 30 × 60 cm, serie „Nova grigio", bagno | 30 m² | 42,00 € | 1.260,00 € |
| 2 | Posa incl. preparazione del fondo e stuccatura | 22 ore | 52,00 € | 1.144,00 € |
| 3 | Andata e ritorno (5 giorni) | 1 | 90,00 € | 90,00 € |Imponibile: 2.494,00 €
più IVA 19 %: 473,86 €
Totale fattura: 2.967,86 €Costi di manodopera compresi nella fattura (lavoro, macchine e trasferte), IVA inclusa: 1.468,46 € (posizioni 2 e 3).
Pagabile entro il 28/08/2026 senza deduzioni sul conto DE00 0000 0000 0000 0000 00.
Vi preghiamo di pagare con bonifico; un pagamento in contanti non può essere preso in considerazione.Avviso ai sensi del § 14 comma 4 n. 9 della legge tedesca sull'IVA: siete tenuti a conservare questa fattura per due anni.
L'avviso sul bonifico non è obbligatorio, ma vi evita la discussione sulla porta di casa. E il richiamo alla conferma d'ordine permette al cliente di collocare la fattura senza chiedere nulla.
Se rientrate nel regime delle piccole imprese, la riga IVA scompare e la frase sulla manodopera indica semplicemente l'importo senza IVA – come appare è spiegato in Fattura senza IVA. La detrazione del cliente funziona comunque, solo che risulta più bassa perché non si aggiunge IVA.
Come si calcola la tariffa oraria della posizione 2 è un tema a sé: Calcolare la tariffa oraria dell'artigiano.
Perché il contante costa la detrazione
La legge richiede che il pagamento arrivi sul vostro conto (§ 35a comma 5 della legge tedesca sull'imposta sul reddito). Bonifico, ordine permanente, home banking: tutto in regola. I contanti no, e non vanno bene nemmeno se rilasciate una ricevuta regolare che il cliente esibisce. Il motivo della regola è noto: deve rendere poco attraente il lavoro nero. Di conseguenza nella pratica c'è poco margine.
Per voi significa: se un cliente privato vuole pagare in contanti e sapete che intende portare in detrazione la fattura, diteglielo prima. Altrimenti perde fino a 1.200 euro e la discussione finisce da voi, non all'ufficio delle imposte.
Con il pagamento con carta il denaro arriva ugualmente sul vostro conto; è decisivo che il cliente possa dimostrare il pagamento con l'estratto conto.
I dati obbligatori – e la frase che quasi tutti dimenticano
Indipendentemente dalla detrazione, ogni fattura richiede i dati del § 14 comma 4 della legge tedesca sull'IVA: il vostro nome e indirizzo, nome e indirizzo del cliente, il vostro codice fiscale o numero di partita IVA, la data della fattura, un numero progressivo, quantità e tipo della prestazione, la data della prestazione e l'imponibile suddiviso per aliquota con la relativa imposta. L'elenco completo con le spiegazioni è in Scrivere una fattura: la guida definitiva. Fino a 250 euro lordi basta una fattura di piccolo importo con meno dati.
Con i clienti privati si aggiunge un dato obbligatorio che manca sulla maggior parte delle fatture artigiane: l'avviso sull'obbligo di conservazione. Se lavorate su un immobile – appartamento, casa, terreno, giardino – il cliente privato deve conservare la fattura per due anni (§ 14b comma 1 frase 5 della legge tedesca sull'IVA) e voi dovete indicarglielo in fattura (§ 14 comma 4 n. 9). Basta una frase, vedi il modello sopra.
Per il cliente non è una formalità: chi non conserva il documento per due anni commette un illecito amministrativo punibile con una sanzione fino a 1.000 euro (§ 26a comma 2 n. 3 e comma 3 della legge tedesca sull'IVA).
Entro quando va emessa la fattura?
Sei mesi dall'esecuzione della prestazione – e per i lavori edili questo termine vale espressamente anche verso i clienti privati. Il testo di legge parla di „una fornitura di opere imponibile o altra prestazione in connessione con un terreno" (§ 14 comma 2 frase 2 n. 3 della legge tedesca sull'IVA). Riguarda praticamente ogni mestiere dell'edilizia: tinteggiatura, piastrelle, riscaldamento, impianti elettrici, tetto, finestre, giardinaggio.
Chi lascia scadere il termine rischia una sanzione fino a 5.000 euro (§ 26a comma 2 n. 1 e comma 3). Nella pratica accade di rado di proposito: di solito la fattura resta ferma per una lite sui difetti. La via migliore è fatturare comunque e chiarire i punti contestati separatamente.
Per lavori grandi che durano mesi conviene lavorare con acconti invece di emettere tutto alla fine – come farlo senza IVA doppia è spiegato in Acconto, fattura parziale, saldo.
Quando non funziona: le nuove costruzioni
La detrazione vale solo per un'abitazione già esistente. Tutto ciò che rientra nella realizzazione di un edificio fino al suo completamento resta fuori. Ristrutturare un bagno in una casa di 30 anni conta; installare lo stesso bagno in un edificio al grezzo no.
Ditelo con calma e in anticipo a chi costruisce. Altrimenti inserirà l'importo nella dichiarazione, se lo vedrà cancellare e si rivolgerà a voi. La separazione fra lavoro e materiale non fa comunque male: alla prima riparazione dopo il trasloco torna a contare.
Un caso diverso è il cliente impresa: porta l'intera fattura in costi e non ha bisogno della suddivisione. E se fatturate una prestazione edile a un'altra impresa edile vale una regola del tutto diversa, l'inversione contabile – spiegata in Inversione contabile in edilizia.
Fattura già inviata e la manodopera manca?
Nessun dramma. Potete rettificare una fattura anche mesi dopo. Non stornate quella vecchia, ma emettete un documento di rettifica che richiama in modo inequivocabile il numero della fattura originaria e integra il dato mancante. Il cliente presenta entrambi i documenti. Come si fa formalmente è descritto in Correggere una fattura.
Conta solo il momento dal punto di vista del cliente: gli serve la fattura corretta prima di presentare la dichiarazione – altrimenti deve far modificare l'avviso di accertamento, il che comporta lavoro e non sempre riesce.
Chi lavora soprattutto per privati inserisca una volta per tutte la riga della manodopera e l'avviso di conservazione nel modello di fattura – in office1.cloud come in un file Word. Così compaiono su ogni fattura e nessuno deve ricordarsene.
Alla fine è una riga di testo a decidere qualche centinaio di euro per il cliente – e a decidere se vi consiglia o se vi telefona a febbraio perché il fisco gli ha cancellato le spese dell'artigiano.
Gestire le fatture piu facilmente
Easy Invoice unisce preventivi, fatture e gestione clienti nel cloud.
Prova Easy Invoice